In data odierna è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il testo del nuovo codice degli appalti pubblici. In attesa di esaminare nel dettaglio l’intero impianto della legge, Archeoimprese esprime la propria soddisfazione per il mantenimento dell’archeologia preventiva nel nuovo codice, elemento essenziale per un corretto svolgimento della tutela del patrimonio archeologico all’interno delle opere pubbliche. La nostra associazione aveva per prima posto l’accento sulle criticità derivanti da un’eventuale stralcio della materia a favore del codice dei Beni Culturali.

Il nuovo art. 25 recepisce nella quasi totalità gli articoli 95 e 96 del codice ancora per poco in vigore, mantenendo quasi invariato il dettato precedente. Archeoimprese ha potuto partecipare attivamente al raggiungimento di questo risultato, sottoponendo le proprie proposte a tutte le sedi istituzionali preposte alla nuova scrittura. Molte delle nostre osservazioni sono state accolte.

Nella bontà dell’impianto generale non possiamo non rilevare una criticità residua, che riguarda il comma 15. Il richiamo al dimezzamento dei tempi dei procedimenti della Pubblica Amministrazione evocato dal riferimento all’art. 4 della legge 125/2014 in merito al procedimento delle indagini archeologiche estensive ex comma 8 e ssg., se male interpretato, rischia di ingenerare pericolosi scenari di contesa sulla durata delle indagini archeologiche preventive nelle opere pubbliche.

Per questo chiediamo che il comma 15 possa essere rivisto o meglio formulato nei futuri passaggi del testo della legge.