Il 22 gennaio è stata promulgata l’ulteriore riforma organizzativa del MIbact che fa seguito a quella entrata in vigore nel 2014. Le novità introdotte, in linea con i principi governativi improntati alla semplificazione amministrativa, prevedono l’accorpamento dei vari settori tematici che sino ad ora avevano caratterizzato le Soprintendenze in Italia, con la creazioni di 39 nuovi organismi multitematici e territoriali. Lo spirito della riforma è quello di unificare le risorse e le competenze dei differenti uffici periferici riguardanti i Beni Culturali per fornire al privato cittadino ed agli enti pubblici una risposta ammnistrativa unica.

L’associazione Archeoimprese esprime le proprie perplessità sui tempi estremamente ridotti fra le due riforme e la scarsa condivisione preliminare con gli uffici periferici che saranno coinvolti dal nuovo assetto organizzativo. E’ inoltre comprensibile la preoccupazione espressa dai Soprintendenti e dei funzionari archeologi in merito alle notevoli ricadute logistico-organizzative del nuovo assetto sull’attività quotidiana degli uffici stessi.

Pur riconoscendo la validità del principio generale della forte interazione multidisciplinare fra i diversi settori dei Beni Culturali, ci sentiamo di ribadire un concetto più volte espresso da questa Associazione, ovvero l’estrema specificità dell’azione tecnica archeologica, che riteniamo possa essere efficacemente guidata e svolta, soprattutto in settori economicamente e strategicamente importanti come quelli dell’archeologia preventiva nelle grandi opere pubbliche, esclusivamente da archeologi.