Carissimi colleghi,

come sapete venerdì scorso a Piacenza si è svolta la terza assemblea dei soci di Archeoimprese, che è stata innanzi tutto un’occasione per fare il punto sull’anno appena trascorso che ha visto la nostra associazione fortemente impegnata su molti fronti vitali per il futuro delle imprese archeologiche e dei loro lavoratori.  

Abbiamo infatti passato mesi nei quali Archeoimprese ha rincorso - cercando di far sentire la propria voce - novità normative veramente epocali come la legge 4/2013, il percorso parlamentare del DDL “Professioni Beni Culturali” e persino la riforma del Ministero.

Abbiamo però bisogno di unire la voce di tutte le ditte di archeologia per dare una rappresentanza forte e credibile alla nostra categoria di fronte alle ulteriori gravissime sfide che ci aspettano ed agli attacchi continui che il nostro modo di “fare archeologia” sta subendo in questi mesi.

Infatti la battaglia più importante che l’associazione Archeoimprese sta portando avanti è quella in difesa della OS25, messa in serio pericolo, unitamente alle altre categorie specialistiche, dal DPR 30 ottobre 2013 che, recependo il Parere del Consiglio di Stato 03014 del 26 giugno 2013, avrebbe eliminato tutte le categorie di opere a qualificazione obbligatoria a far data dal dicembre scorso. Come sapete, gli effetti del DPR erano stati momentaneamente sospesi dal D.L. 30/12/2013 che aveva concesso sei mesi di tempo per procedere ad una revisione del sistema di qualificazione; il D.L. era stato fortemente voluto e sostenuto da FINCO (Federazione Industrie prodotti Impianti Servizi ed Opere Specialistiche per le Costruzioni), alla quale da qualche mese la nostra associazione si è unita in questa battaglia. Grazie a ciò, Archeoimprese siede al Tavolo di Coordinamento delle Imprese Specialistiche, che ha come finalità l’elaborazione di una proposta di revisione delle categorie a qualificazione obbligatoria, naturalmente impegnandosi per il pieno mantenimento della OS25. Purtroppo è notizia di poche ore fa che il Governo ha rinunciato alla conversione in legge del suddetto decreto, pertanto a far data dal 28 febbraio di fatto – salvo auspicati correttivi dell’ultimo minuto – le opere specialistiche sono annullate.

Comprenderete dunque che le sfide sono tante e molteplici e richiedono l’appoggio di tutte le realtà imprenditoriali che operano quotidianamente nei cantieri affinché la nostra attività di archeologi, messa in discussione dalla pericolosa deriva che la normativa in materia di appalti pubblici sta prendendo, non scompaia completamente.

Invitiamo pertanto tutti i colleghi d'Italia ad iscriversi ad Archeoimprese per dare rappresentanza alle ditte di archeologia e per salvare la OS25 .

Buon lavoro a tutti

 

 

dott.ssa Cristina Mezzadri

Presidente Archeoimprese

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