La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (29/11/2013) del DPR 30 Ottobre 2013 ha sollevato numerose polemiche non solo nel mondo delle piccole e medie imprese ma anche negli ambiti professionali di ricaduta, in particolare l'archeologia e i beni culturali. Infatti il DPR andava ad abrogare, creando un vuoto normativo, gli articoli del Regolamento dei contratti Pubblici (DPR 207/2010) 109 comma 2, 107 comma 2 e 85 comma 1 lettera b n.1 e 2. Queste rimostranze sono state seguite da un emendamento, approvato in Senato il 18 Dicembre scorso e presentato dai Sen. D'Alì e Sen. Santini, che va a riformulare gli articoli prima abrogati.

Per riformulando gli articoli abrogati, l'emendamento ha comunque creato forti squilibri per le esigenze delle imprese che si occupano di lavorazioni specialistiche fra cui l'OS25 (scavo archeologico), OS2A (superfici decorate di beni immobili del patrimonio culturale e beni culturali mobili di interesse storico, artistico, archeologico, etnoantropologico) e OS2B (beni culturali mobili di interesse archivistico e librario). In particolare se da un lato viene ribadito nell'art. 109 (comma 3 quinquies) che le lavorazioni non possono essere eseguite se si è privi delle relative qualificazioni specialistiche di cui viene riportato l'elenco, ad eccezione dell'OG11, presenti nel DPR54/99, è d'altro canto chiaro un peggioramento delle altre modifiche: infatti pur non riducendo il numero delle categorie a qualificazione obbligatoria, anzi inserendovi l'OS34, vengono concessi solo 6 mesi per la revisione delle qualificazioni, ma soprattutto si ha un sostanziale peggioramento dell'art. 85, in quanto viene prevista la possibilità che i lavori subappaltati possano essere utilizzati dall'impresa principale per ottenere la qualificazione specialistica oggetto del subappalto.

In sostanza, ...continua a leggere