L’associazione Archeoimprese ha partecipato venerdì 13 dicembre all'incontro romano, coordinato da FINCO, finalizzato ad un confronto fra i rappresentanti delle categorie specialistiche e superspecialistiche in merito al DPR di recepimento del parere del Consiglio di Stato 03014 del 26.06.2013.

 

Come noto, il DPR in questione abroga, a far data dal 14 dicembre, gli articoli 109, comma 2 (ed annessa tabella allegato A), 107 comma 2 e 85 comma 1, lettera b n. 2 e 3, ovvero annulla l’obbligo imposto all’impresa generale, qualificata nella categoria prevalente, di affidare, in caso di importi sopra soglia, le lavorazioni delle categorie a qualificazione obbligatoria ad altro soggetto; anche se priva delle relative qualificazioni, l’affidataria potrà d’ora in poi eseguire direttamente tali lavorazioni, evitando il ricorso alla ATI con altre imprese qualificate nelle categorie specialistiche e superspecialistiche, fra le quali figura l’OS25 (scavi archeologici).


In tale occasione, che seguiva l’incontro tenutosi in data 12 dicembre presso il Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti, presenti oltre all’On. Lupi, i rappresentanti di FINCO, Confindustria, ANCE, AGI, ANCPL e Federcostruzioni, è stata lungamente discussa la proposta di emendamento 2.15 presentato dal Senatore D’Alì alla Legge di conversione del DL 126/13 sugli Enti Locali, che segna un’apertura nei confronti delle categorie specialistiche, fortemente penalizzate dal DPR 30 ottobre 2013, prevedendo inoltre una revisione del sistema di qualificazione che possa salvaguardare in qualche misura queste ultime.

 

L'emendamento, infatti, introduce la possibilità, entro un anno dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto, di apportare modifiche gli articoli 107 e 109, nonché all’allegato A del DPR 207/2010, considerando quali strutture, opere ed impianti speciali - nelle more dell’adozione delle suddette modifiche - soltanto alcune delle opere già nell'allegato A del DPR 207/2010. Per tali lavorazioni, qualora di importo sopra soglia, permane il divieto all'esecuzione diretta da parte dell'affidatario in possesso della qualificazione per la sola categoria prevalente, se privo delle relative qualificazioni. Tale emendamento reintroduce dunque il principio dell'esistenza di opere ad alta specializzazione che necessitano di qualificazioni obbligatorie, anche se fra queste temporaneamente non figura la categoria OS25.

 

Unitamente alle rappresentanze delle altre categorie specialistiche presenti all’incontro del 13 dicembre e sotto l’egida di FINCO, l’associazione Archeoimprese ha dunque deciso di supportare il documento, indirizzato all’On. Lupi, di sostegno all’emendamento presentato dal Sen. D’Alì, ravvisando nell’istituzione del Tavolo di Coordinamento delle Imprese Specialistiche, avviato in occasione della riunione romana, la strada maestra per la revisione del sistema di qualificazione, promossa dal Ministero stesso, all’interno della quale possano trovare corretto inquadramento legislativo le opere di alta specializzazione, quali anche quelle afferenti alla categoria OS 25, fortemente penalizzate dalla normativa vigente.